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Mafia 3

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    Dal punto di vista della scrittura, insomma, Mafia 3 è davvero un titolo eccellente. Se la storia principale riesce ad appassionare e coinvolgere, parte del merito è anche della recitazione digitale e dell'ottimo doppiaggio italiano: ad una selezione di voci davvero azzeccata si aggiunge un'interpretazione quasi sempre convincente, che riesce a caratterizzare al meglio vecchi irlandesi inariditi da una vita troppo dura, gangster italiani con uno strano senso dell'onore, e streghe haitiane perdute dietro a stravaganti fantasticherie vudù.

    Risse e sparatorie

    L'anima ludica di Mafia 3, si diceva, è quella di uno sparatutto in terza persona. Invece del gameplay quasi indistinto da action senza gloria (che da un paio di generazione rispunta nei free-roaming più chiassosi), Hangar 13 ha recuperato il canone degli shooter con coperture dinamiche, sfruttandolo per rendere l'azione intensa e interessante.
    I risultati si vedono fin dai primi momenti di gioco. Il sistema di coperture è un elemento portante degli scontri, e le sparatorie hanno un bel ritmo ed un bel respiro. L'avanzamento è crudo e violento. I proiettili crivellano i corpi dei nemici con una ferocia inaudita, ed il protagonista non si fa scrupolo ad esibirsi in esecuzioni efferatissime: smitragliate in pancia, pistole infilate in gola prima di premere il grilletto, fucilate esplose a pochi centimetri dalla faccia. Per chi preferisce un approccio più clinico c'è comunque la possibilità di restare sottotraccia e ripulire i covi senza essere visti. La componente stealth, inaspettatamente, funziona bene: grazie ad una sorta di "istinto criminale" che evidenzia le sagome dei nemici, è possibile pianificare le infiltrazioni, sfruttando poi armi silenziate o placcaggi improvvisi. C'è da dire che l'intelligenza artificiale è a tratti parecchio indulgente: gli avversari si lasciano gabbare da qualche fischio che ne richiami l'attenzione, e quando entrano in azione gli scagnozzi della mala non si fanno scrupoli ad avanzare a viso aperto, sparando all'impazzata. Mafia 3, comunque, non è un gioco facile. Si muore spesso e volentieri, se non si fa attenzione al posizionamento degli avversari, che puntano soprattutto sul numero e sulla potenza di fuoco. In un contesto come quello di New Bordeaux, si tratta di una scelta persino credibile.

    Posto che le meccaniche di gioco sono efficaci e divertenti, uno dei problemi principali della produzione riguarda la ripetitività evidente che si comincia a percepire dopo una decina di ore di gioco (per smantellare la cosca di New Bordeaux e dedicarsi a qualche incarico secondario ne servono sostanzialmente il doppio).
    L'obiettivo di Lincoln, durante le fasi sandbox, è quello di conquistare i distretti della città, mettendo in ginocchio le attività criminali per poi rivendicarle come proprie. Ogni racket deve quindi essere danneggiato nelle fondamenta, distruggendo per esempio i depositi di droga costruiti sulla riva del fiume, o facendo fuori i clienti dei rinomati bordelli della zona francese. Affrontando questi incarichi torna a farsi sentire il discreto level design che si scopre anche nelle missioni principali, ma è innegabile che dopo ore passate a far fuori decine di scagnozzi e distruggere scorte e carichi illeciti, un senso di generale pesantezza si faccia strada anche nei giocatori più pazienti.
    Sarebbe bastato qualche spunto in più, un guizzo creativo in grado di diversificare le situazioni, una più marcata interattività ambientale. Per come stanno le cose adesso, il suggerimento è quello di non "divorare" immediatamente la produzione 2K, di giocarla per qualche ora al giorno liberando un paio di distretti, senza cercare sessioni di gioco troppo prolungate.
    Per fortuna a farci chiudere un occhio ci pensa l'ottimo senso di progressione: Mafia 3 trasmette con estrema efficacia l'entusiasmo per la conquista della città, e l'avanzamento è scandito dalle possibilità che si sbloccano assegnando i distretti ai vari luogotenenti. Vito, Burk e Cassandra - una volta incaricati di supervisionare le aree della città - ci regaleranno armi rare e letali, ma anche dei servizi speciali, come la possibilità di reclutare una squadra di sicari o quella di corrompere la polizia per far terminare anzitempo un inseguimento. Potremo anche farci recapitare un veicolo, o richiamare una sorta di spaccio su ruote: un piccolo furgoncino pieno di armi illegali, grazie al quale modificare l'equipaggiamento, a seconda che si voglia procedere a testa bassa e armi spianate, oppure con un po' più di "letale delicatezza".

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