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*Watch Dogs Legion (Nuovo)

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Watch Dogs: Legion segna un punto di svolta importante per la saga degli "hacktivisti" di Ubisoft, una deviazione che scarta il canone "dell'eroe solitario" per metterci alla guida di un gruppo di ribelli presi - letteralmente - dalla strada, che assieme puntano a strappare Londra dalle grinfie di un misterioso tiranno informatico. La possibilità di interpretare uno qualsiasi dei cittadini della capitale britannica rappresenta una sfida importante per il publisher francese, figlia di un concept ambizioso modellato per cambiare le regole di una formula open world che ha ormai fatto il suo tempo. Purtroppo l'obiettivo è stato raggiunto solo in parte: Legion è un titolo ricco di idee interessanti, che però fatica a scrollarsi di dosso i difetti storici di questo genere di produzioni.

Breaking the law

Watch Dogs: Legion accoglie i giocatori tra le maglie di una distopia dal sapore familiare, proiezione poligonale delle estreme conseguenze di una digitalizzazione pervasiva e inarrestabile, che ha portato i cittadini di Londra ad indossare volontariamente le catene di un nuovo totalitarismo informatizzato. Tra luci al neon della "Swinging City" 2.0 serpeggiano le lunghe ombre di chi vuole convertire la rete in uno strumento di controllo, in una gabbia orwelliana fatta di bit, oppressione e violenza. Una minaccia che i cani da guardia del DedSec sono determinati a contrastare con ogni mezzo possibile, anche a costo di lasciarci la pelle.

Un sacrificio che l'ex 007 Dalton Wolfe, uno degli uomini di punta della sezione londinese del collettivo, è disposto ad accettare di buon grado, specialmente se la contropartita è l'annientamento dell'ennesima organizzazione intenzionata a sfruttare il terrore come "arma di distrazione di massa", con l'obiettivo di favorire l'ascesa al potere di fazioni tutt'altro che benevole.

La tana del Bianconiglio è però più profonda del previsto, e il super agente si ritrova a fronteggiare un nemico tanto astuto quanto crudele, che nel giro di una notte devasta Londra con una serie di attacchi dinamitardi, distrugge il DedSec e lo trasforma nel capro espiatorio di una tragedia su scala nazionale.

A mesi dal disastro, la città è ora nelle mani dell'esercito privato di Nigel Cass, che assieme al cartello criminale del Clan Kelley imperversa sulle strade con il placido benestare del governo, al contempo complice e vittima delle oscure macchinazioni del vero autore degli attentati: si fanno chiamare "Zero-Day", e come gli uomini del DedSec sono pronti a tutto per raggiungere il proprio scopo. La natura di questo complotto, così come l'identità dei suoi autori, rappresenta il nodo centrale di una trama dai toni ben più cupi rispetto a quelli del precedente Watch Dogs 2 (recuperate la recensione di Watch Dogs 2), che non teme di tirare in ballo temi scottanti come il traffico di esseri umani, la manipolazione delle informazioni, il populismo mediatico e perfino le prospettive più spaventose del transumanesimo.

Al netto di qualche fluttuazione nella qualità della scrittura, a tratti tanto sboccata da risultare macchiettistica, possiamo confermarvi che la campagna principale di Legion funziona a dovere, e si dimostra capace di mantenere alto l'interesse del giocatore con una lunga serie di svolte narrative intriganti, che aprono le porte a un paio di colpi di scena ben congegnati. Si nota qualche occasionale ridondanza, momenti in cui la sceneggiatura si fa più erratica e disorganica (come nel caso di un particolare "bivio morale", l'unico del gioco, senza reali conseguenze), ma nel complesso abbiamo sicuramente apprezzato la direzione scelta dal team di Ubisoft.

Una considerazione che tiene conto di uno dei principali fattori di rischio per la narrativa di Legion, legato a doppio filo alla filosofia "play as anyone" alla base del progetto. Se la mancanza di un singolo protagonista può effettivamente ridurre il coinvolgimento nelle vicende narrate, il buon lavoro svolto dallo studio sul fronte della caratterizzazione (ludica, estetica e dialogica) dei vari avatar contribuisce ad alleviare l'impatto di questa scelta creativa.

Il sapiente utilizzo di personaggi "fatti a mano" come l'onnipresente Bagley, la loquace IA al servizio del DedSec, aiuta inoltre a controbilanciare - nei limiti del possibile - gli effetti collaterali del concept di Legion, rafforzando l'efficacia di alcuni dei momenti clou del racconto. Se assecondato appieno, cercando di non cedere alla tentazione di creare una squadra di superuomini, l'elemento aleatorio del titolo può anche dare vita a meravigliosi siparietti di narrativa emergente.

Immaginate di affrontare una delicata missione nei panni di uno dei vostri uomini di punta: un ex sicario dei Kelley armato di tutto punto e capace di schierare in campo un drone ragno personalizzato. Nel mezzo di un assalto stealth praticamente impeccabile, vi trovate alle spalle dell'avversario più importante, l'unico in grado di dare l'allarme e chiamare i rinforzi. Ed ecco che, con un tempismo impeccabile, assistete alla manifestazione dell'unico punto debole del soldato Ethan "Venticello" Connors: il tratto "flatulenza" attiva improvvisamente uno sfogo gassoso che, nel giro di un istante, trasforma un'operazione da manuale in un memorabile disastro. Va da sé che non tutti i personaggi reclutabili hanno malus di questo genere, e non è raro imbattersi in specialisti senza particolari difetti, eppure parliamo di note di colore capaci di arricchire l'esperienza con sfumature sorprendenti, a riprova del valore dell'idea alla base del gameplay.

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